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Caratterizzazione dei materiali: calcestruzzoProve sclerometriche
Le prove di durezza superficiale, condotte a mezzo di sclerometro Schmidt, consentono di mettere in relazione la durezza all’urto del calcestruzzo con la sua resistenza a compressione. E’ la più diffusa e la meno onerosa tra le prove non distruttive. L'esecuzione della prova è rapida e, in presenza di materiali con superficie a vista, non necessita di alcuna fase preparatoria né di successivo ripristino. La maneggevolezza dello strumento consente l'esecuzione della prova su superfici sia verticali che orizzontali o comunque inclinate. Questa tecnica è diffusamente adoperata in fase di collaudo delle opere in c.a. per stimare rapidamente il grado di maturazione e la qualità dei calcestruzzi in opera. Prove ultrasonicheLe prove ultrasoniche sul calcestruzzo forniscono utili indicazioni sull’uniformità dei getti e consentono stime del modulo elastico. Le prove consistono nel misurare la velocità di propagazione di onde longitudinali, aventi frequenza variabile tra i 40 e i 120 kHz, attraverso il calcestruzzo, che risulta in relazione con l’integrità del materiale e con i suoi parametri meccanici. L’esecuzione della prova secondo il metodo per trasparenza consiste nella misura del tempo di transito dell’impulso ultrasonoro nel mezzo, in corrispondenza di una maglia di punti preventivamente individuati, previa eventuale rimozione dell’intonaco, spianamento della superficie di calcestruzzo per ciascuna coppia di punti su superfici opposte dell’elemento strutturale indagato. Indagini pacometriche
Consentono di individuare all'interno di elementi in c.a. la distribuzione, la profondità ed il diametro delle armature. L'apparecchiatura utilizzata fa sì che l'indagine si possa eseguire anche su elementi rifiniti e non comporti alcuna fase preparatoria né di ripristino. Con questa tecnica è possibile eseguire una rapida verifica della corretta disposizione dei ferri utile sia in fase di collaudo di nuovi manufatti sia per valutare la qualità di esecuzione di un’opera esistente laddove non siano reperibili gli elaborati di progetto. Nel caso di manufatti esistenti tali indagini possono risultare utili per l'individuazione di elementi portanti in ferro o acciaio non visibili all'esterno. Prove di estrazione (pull-out)Le prove di estrazione o pull–out, mettono in relazione la forza di estrazione di un opportuno tassello introdotto nel calcestruzzo con la sua resistenza a compressione. Il cono di estrazione risultante interessa la matrice cementizia e gli aggregati in profondità e per una parte più consistente rispetto al metodo sclerometrico, senza tuttavia arrecare significativi danni strutturali. Questa prova viene infatti considerata “semi-distruttiva” data la modesta estensione del danno arrecato all’elemento strutturale indagato. Prove di carbonatazioneTale indagine ha lo scopo di determinare la profondità del calcestruzzo raggiunto dal fenomeno della carbonatazione, quindi di stabilire se le armature presenti si trovano in ambiente aggressivo ai fini della corrosione. |
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© Copyright 2005 Alfio Privitera
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