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Prove su rilevatiLa portanzaIl parametro che caratterizza il sottofondo delle sovrastrutture stradali ed aeroportuali è la portanza, cioè il massimo carico sopportabile, ovvero quello che in determinate condizioni realizza un prestabilito cedimento. È possibile, al fine di valutare la portanza, sottoporre il sottofondo a svariate prove, di carattere sia statico che dinamico. Tra le prime annoveriamo, le prove di carico su piastra, il deflettometro di Benkelmann e la prova C.B.R.; per quanto, invece, riguarda le prove dinamiche ricordiamo il deflettometro a massa battente, comunemente chiamato F.W.D. Prove di carico con piastra (C.N.R. 46/92)Tramite tale prova è possibile determinare il modulo elastico statico, il modulo di deformazione risultante (sott.+fondazione), nonché il grado di costipamento dell'ammasso.
La risposta del terreno può valutarsi con diverse metodologie, utilizzando o il Modello di semispazio omogeneo ed isotropo di Boussinesq o quello di letto di molle di Winkler. I cedimenti vengono letti attraverso trasduttori di spostamento disposti solitamente in numero di 3 a 120°, in stazione su opportuna trave porta micrometri di adeguata rigidezza flessionale. Dalle letture effettuate in situ viene ricavato il diagramma carico-cedimento del terreno oggetto di prova e si ricavano le seguenti grandezze caratteristiche:
Il modulo di compressibilità Me [MPa] si determina secondo la norma svizzera VSS-SNS 670317 - CNR, B.U. 146 del 14/12/1992, la quale fornisce la seguente relazione: dove:
In base alla norma CNR 146/92, il modulo di deformazione viene determinato nell'intervallo di carico compreso tra 0.15 e 0.25 MPa. Il modulo di reazione sottogrado, Ks [kN/m3], è determinato mediante l’espressione seguente: dove:
Deflettometro di Benkelmann
Permette di determinare le deflessioni di un punto direttamente soggetto al carico, di una sovrastruttura flessibile o di un sottofondo. La deflessione non è altro che la deformazione verticale temporanea della superficie per effetto dell’applicazione del carico. L’apparecchiatura è costituta da due travi, una fissa ed una mobile collegate da una cerniera. Ad una estremità della trave mobile è collegato un pattino in gomma appoggiato sulla pavimentazione, all’altra un comparatore, sul quale si leggono gli spostamenti amplificati. La restituzione della prova comprende la determinazione del bacino di deflessione cui è soggetta la superficie oggetto di prova. Modulo elastico dinamico
Può ricavarsi o mediante una prova triassiale dinamica su un provino, con cicli continui di carico e scarico oppure mediante il deflettometro a massa battente FWD (ovvero HWD in base al carico impulsivo a applicare). Tale apparecchiatura è costituita da un carrello su cui è disposta una massa nota e da una barra strumentata con geofoni, la quale viene poggiata sul terreno al momento della prova per misurare le deformazioni. Si ipotizza che gli strati siano omogenei ed indefiniti e che lo stato tensionale e deformativo sia di tipo polare.
Tali misure di deflessione permettono di determinare il bacino di deflessione e le deformazioni lungo una generatrice, al fine di ricavare il modulo elastico dinamico degli strati indagati. È quindi possibile mettere in relazione il modulo elastico dinamico con il modulo di deformazione, ricavato con le prove di carico su piastra (PLT), utilizzando la relazione: Me = 1.9 ÷ 2.1 Edin |
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© Copyright 2005 Alfio Privitera
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